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CAPPELLINA DI S-BARTOLOMEO : CENNI STORICI E OPERE D'ARTE
La Cappella di San Bartolomeo fu eretta agli inizi del ‘700 dai Grimaldi accanto alla villa seicentesca che prese in seguito il nome dalle famiglie nobili che ne furono in successione proprietarie, ovvero “Villa Grimaldi, Doria D’Angri”, ma citata anche come “Villa Grimaldi di Gerace”. Documenti storici attestano l’esistenza della Cappella già prima del 1735. Il luogo scelto dalla nobile famiglia genovese per la costruzione della Villa, soprastante l’attuale Piazza Bignami, era detto “Monticino” o “Montesino” per la sua sopraelevazione rispetto l’antistante arenile. La Cappella fu dedicata a San Bartolomeo, santo apostolo venerato a Genova e nel Ponente in particolare (basti pensare a San Bartolomeo delle Fabbriche, che in passato identificava la località, e San Bartolomeo a Terralba di Arenzano). Anche la crosa, che da qui si dipartiva fino a raggiungere la Fagaglia, l’attuale Salita Cappelloni, un tempo portava il nome di  “Crosa di San Bartolomeo”. (Salita Ascherio era denominata invece come Crosa Superiore di San Bartolomeo). Era una consuetudine per le famiglie nobili adornare le loro splendide ville di cappelle gentilizie. In Pra’ se ne arrivarono a contare fino a dodici. Per ricordarne solo alcune, dedicate ad altri Santi,  basti pensare a quella di S.Isidoro “ avocato de agricoltori” presso la Villa Spinola (oggi Torre Cambiaso), quella di San Michele (sempre degli Spinola in Via Ratto), quella di San Matteo in Villa Laura e quella di San Giacomo in Villa Lomellini-Doria-Podestà. La posizione dominante e centrale  di Villa Grimaldi rispetto all’abitato praese e la presenza di un ampio spiazzo antistante rese la stessa un riferimento naturale per i cittadini, il “Palazzo” deputato per l’amministrazione del potere politico. Non a caso, già dopo la Rivoluzione francese, nel 1797, vi si insediò la Municipalità democratica praese guidata da Nicolò Durante. Da allora, tranne provvisorie sistemazioni, fu ritenuta come la Sede più idonea per il Comune di Pra’, tanto che il 12 dicembre del 1869 ne fu deciso definitivamente l’acquisto per ben settantaduemila lire… La crescente esigenza di spazi portò nel 1893 al progetto di sopraelevazione della cappella. Con questa modifica, l’estensione a Levante e l’accorpamento di altri vicini edifici, non dimentichiamo che nei locali del Comune di Pra’ fu ospitata sin dalla sua fondazione (1869) la Sede della Filarmonica Comunale che in seguito assunse la denominazione di Scuola e Banda Musicale Carlo Colombi, il Palazzo Grimaldi assunse l’aspetto e la conformazione attuale. Esternamente gli interventi sono intuibili ma tutto sommato architettonicamente ben risolti.
Dello stesso periodo è la scenografica balaustrata esterna e la sistemazione dello spiazzo sottostante con l’eliminazione della ripida rampa  che saliva da Via Pra’ e la realizzazione dei giardini; la nuova Piazza fu titolata Spianata Umberto I, oggi Piazza Bignami. Anche la Cappella internamente subì importanti interventi, basta leggere a proposito la specifica dei lavori presentata al Comune di Pra’ il 25 settembre 1894: “Pittura d’ornamento a tutta la Cappella e pareti di stile barocco. Pittura di figura eseguite dal pittore Pavoni, cioè due medaglie di putto nella volta e due quadri ad olio (in caustico) nelle pareti lateralmente all’altare raffiguranti una Santa Caterina, l’altra S. Antonio col bambino. Indoratura alla cornice dell’ancona sopra l’altare ed a tutti i capitelli. Verniciatura all’altare, all’orchestra, alle porte laterali all’altare e zoccolo tutto macchiato a finto marmo”.
Al martirio del santo apostolo, scorticato vivo in Armenia, patrono dei macellai e dei conciatori, è dedicata la bella pala dell’altare attribuita a Bernardo Castello. Il Circolo Culturale Praese si è attivato per il restauro dell’antico dipinto, danneggiato in passato dalla caduta di una candela dal ripiano dell’altare che ha provocato una macchia scura ed evidenti colature. Bartolomeo, tra l’altro, è un nome ancora diffuso tra la cittadinanza praese a giustificare questa radicata venerazione. Durante la triste parentesi della II Guerra Mondiale la Cappellina, considerato il suo carattere “Municipale”, fu anche adibita a ingrate finalità tra cui  la raccolta dell’oro per la Patria (…) ed espletò la funzione di Camera Ardente per i caduti. Nella Cappella, sotto la “giurisdizione territoriale” della Parrocchia dell’Assunta, fino a pochi anni furono celebrate regolarmente le S.Messe domenicali, e di fronte ad essa sostavano tradizionalmente le processioni per la benedizione.  Dal 1995, anno della sua chiusura, a seguito della costruzione della nuova Cappella di N.S. della Guardia in Via Sapello, questa Cappellina, che rappresenta davvero una graziosa bomboniera per la sua struttura e per le sue decorazioni interne, era stata praticamente abbandonata al degrado e provvisoriamente destinata a magazzino. Oggi il Circolo Culturale Praese, grazie all’interessamento del Consiglio di Circoscrizione VII Ponente, gestisce la struttura per la sua valorizzazione turistica e per rendere fruibile la Cappellina alla cittadinanza attraverso l’organizzazione di iniziative artistiche e culturali (mostre, recital, convegni, concerti ecc.) che si articolanonei tradizionali Incontri in Cappellina.

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