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26/11/07
Villa De Mari, intesa vicina tra Comune e Arte
Articolo tratto da:
Il Secolo XIX
Villa De Mari, intesa vicina tra Comune e Arte
l'incontro


Il sindaco Vincenzi, ieri, davanti ad una cinquantina di cittadini di Prà
ha ribadito la valenza pubblica dell'immobile


26/11/2007
«VILLA DE MARI è un bene prezioso che deve restare pubblico. La gente che ha lottato per la riconquista delle aree ha il diritto di godere di una porzione di bellezza che riscatti questo ponente maltrattato».
La replica del sindaco Marta Vincenzi alla raccomandata spedita nei giorni scorsi agli uffici tecnici del Patrimonio da Arte, l'agenzia regionale per l'edilizia, è chiara e stringata: per la rinascita della storica villa praese bisogna ragionare in termini di opere di riqualificazione e nuovi insediamenti (strutture sanitarie Asl, uffici della municipalità, ostello dello sport, sedi per le associazioni sparse sul territorio).
Al contrario la missiva imbucata lo scorso 30 ottobre dagli uffici dell'Arte rivendicava il diritto di proprietà sugli immobili, arrivando a definirne "abusivi" gli occupanti: la gente del quartiere, gli anziani, i volontari che il 27 luglio 2006 avevano fatto irruzione nel parco armati di falcetti e guanti da lavoro pulendo il verde, avviando un'opera di recupero mai fatta in 15 anni, riportando alla luce un complesso ammuffito e rosicchiato dai topi.
Nel documento s'invitava il Comune ad operarsi per allontanare la gente che aveva occupato abusivamente i locali della parte storica dell'immobile, vincolati dalla Soprintendenza (il contratto di comodato d'uso si riferisce infatti al solo parco).
«Quella lettera è di una gravità sconvolgente» tuona Arcadio Nacini, presente ieri all'incontro in villa di fronte a una cinquantina di persone, spalleggiato dal sindaco Marta Vincenzi, accompagnata a sua volta dagli assessori al Patrimonio Bruno Pastorino e al Verde Roberta Morgano.
«La civica amministrazione è da tempo in trattativa con Arte per cercare una mediazione - aggiunge -, la disponibilità a concedere una permuta, il comodato gratuito. E oggi ci dobbiamo sentir dare degli abusivi: noi, che ci siamo rimboccati le maniche e strappato la villa all'incuria e all'abbandono».
«Gli obiettivi della giunta, del municipio e del quartiere sono gli stessi - assicura il sindaco -. Come voi vogliamo che la villa torni a vivere. Per far ciò tocca definire strategie e modalità d'intervento, tirare giù una lista delle realtà coi requisiti per insediarsi nei locali. Tenendo conto dei piani regolatori e paesaggistici, del rapporto tra mare e territorio, dell'importanza e delle funzioni che il complesso ha rivestito in passato. Senza scordare la sostenibilità: va garantito un ritorno economico per pareggiare i conti, per evitare soluzioni che vadano a pesare sui bilanci futuri degli enti pubblici».
Per i 600 metri quadrati dell'area di ponente si parla di un presidio sanitario dell'Asl 3 («avrei preferito saperlo con un po' di anticipo» storce il naso Vincenzi), per gli altri locali s'ipotizza l'insediamento delle associazioni e del municipio, di un ostello della gioventù che lavori in sinergia con la Fascia di rispetto: «Tutte realtà che possono convivere fianco a fianco senza problemi» osserva l'assessore Pastorino.
E ancora la nuova sede della società sportiva Palmarese: «Che intendiamo trasferire entro l'anno» avverte Nacini. E quindi la prima data: un mese appena a disposizione di Comune e Arte per trovare l'intesa. Magari un nuovo contratto (temporaneo) di comodato d'uso gratuito. In attesa della definizione del futuro della villa.
Federico Amodeo


26/11/2007  
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